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Remunerazione, Fornasa: da Federfarma contrordine che preoccupa

23 Dicembre 2023

La Legge di bilancio è ormai alle ultime tappe del suo iter parlamentare e con lei anche la nuova remunerazione delle farmacie.  Producendo una consistente mole di dati portata a sostegno delle proprie perplessità sulla riforma, Federfarma Lombardia ha tentato invano di spingere il sindacato nazionale a prendersi un supplemento di riflessione. Ma il dibattito che l’Unione regionale ha comunque aperto nella Federazione (così come nella base) ha permesso di mettere debitamente a fuoco la massiccia dose di aleatorietà che accompagna la riforma, nonostante le rassicurazioni profuse inizialmente dal sindacato nazionale. Questa la riflessione di Beppe Fornasa, presidente Sunifar della Lombardia e responsabile rurale di Federfarma Mantova, che intervistato da FPress tira un bilancio della discussione apertasi nel sindacato sulla nuova remunerazione

Presidente, la riforma della remunerazione si può ormai considerare in dirittura d’arrivo. Da aprile, sarà l’esperienza sul campo a dire se il passaggio al nuovo sistema è convenuto o no…

È così. Gli effetti reali di questa riforma. come affermato dal sindacato nazionale. si vedranno in primavera, una cosa molto triste affidare al “si vedrà” questo nuovo ed epocale sistema di remunerazione creato dalla stessa Federfarma Nazionale. A tal proposito permettetemi di fissare alcuni punti. Il primo: sino a poco tempo fa Federfarma nazionale assicurava che la nuova remunerazione non avrebbe comportato perdite per nessuna farmacia e le più “sfortunate” al limite non avrebbero avuto guadagni, ora invece il consiglio di presidenza ammette che un certo numero di farmacie lombarde patirà perdite, soprattutto tra le rurali. Questa cosa Ricorda il “Contrordine compagni” delle famose vignette di Guareschi.

Il fatto è che la Lombardia ha la spesa convenzionata più alta…
E qui arriviamo al secondo punto: molte delle 3000 farmacie lombarde ( 920 delle quali rurali) ci rimetteranno perché qui il valore della ricetta Ssn è più alto e si dispensano più generici. Insomma, con la nuova remunerazione quelle che finora erano virtù diventano vizi. Trovo che sia un controsenso penalizzare proprio quelle farmacie rurali che promuovono l’uso del generico, che distribuiscono una quota consistente di farmaci in convenzionata, e che fanno valere ogni giorno quel concetto di prossimità tanto sbandierato da tutti.

Purtroppo ha inciso l’abbassamento della quota premiale sugli equivalenti: dai 0,28 euro della prima bozza del ddl agli attuali 0,10, che nel 2025 diventeranno 0,115 euro…
Federfarma ha accettato una decurtazione di quasi due terzi senza tentare alcuna opposizione. Un «incidente» l’ha definito, cioè un inciampo, un fastidio e niente più. E invece non è così: purtroppo non c’è stata alcuna reale resistenza da parte della Federazione, e questa è la lampante dimostrazione di ciò che abbiamo sempre evidenziato come un segnale di allarme: Federfarma costruisce un modello e gli altri ci metteranno i valori.

La Federazione, come ha detto,  continua a ripetere che i veri conti si potranno fare soltanto da aprile, cioè sulle prime dcr che verranno contabilizzate con la nuova remunerazione…
Anche questa è una cosa che mi lascia basito : Federfarma, in sostanza, afferma che il nuovo sistema potrà essere giudicato soltanto quando comincerà a essere applicato, oggi fare previsioni e stime è inutile perché il modello è troppo complesso. Insomma, ci aspetta un salto nel buio, la cui valutazione è stata affidata a quelle «magiche medie» di cui parlava qualche giorno fa a FPress Giampiero Toselli (il segretario di Federfarma Lombardia, ndr). Ma, come abbiamo dimostrato con la nostra analisi sulle dcr lombarde di un intero anno, sono medie che non rispecchiano la realtà. Intorno a queste medie purtroppo ci sono molte farmacie con segno negativo.

Dopo avere messo nero su bianco il vostro dissenso, ora che farete?
Monitoreremo in modo continuativo i primi mesi di applicazione del nuovo sistema per valutarne l’impatto sulle farmacie lombarde. E daremo conto di tutti gli scarti tra promesse e realtà che registreremo. Anche se questo è uno dei casi per i quali si può ricorrere alla famosa frase «vorremmo tanto avere torto».