Otto italiani su dieci hanno una farmacia di riferimento e la scelgono soprattutto per il rapporto personale costruito nel tempo, con il loro farmacista di “fiducia” che conosce storia, bisogni e terapie. È una delle indicazioni più rilevanti che emergono dall’ottava edizione del Rapporto sulla farmacia in Italia realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, presentato oggi a Roma e anticipato questa mattina da la Repubblica.
Secondo l’indagine, l’81,7% dei cittadini dichiara di rivolgersi abitualmente allo stesso presidio. A determinare la scelta non sono soltanto comodità o assortimento, ma soprattutto la fiducia nei professionisti al banco: il 72% del campione indica infatti nel rapporto umano e nella conoscenza delle proprie esigenze il principale fattore di continuità. Il legame risulta ancora più marcato tra gli over 65 e tra i pazienti cronici, categorie che trovano nella farmacia un presidio di prossimità stabile e facilmente accessibile.
Il Rapporto fotografa una rete che continua a evolvere da semplice punto di dispensazione a nodo territoriale dei servizi sanitari. La rilevazione, svolta nel 2025, ha coinvolto 1.976 farmacisti e 1.034 cittadini, mettendo a confronto l’offerta delle farmacie con la percezione degli utenti. Ne emerge una struttura sempre più attrezzata: circa tre farmacie su quattro dispongono di spazi dedicati per l’erogazione di prestazioni e consulenze riservate.
Tra i servizi più diffusi figurano i test diagnostici rapidi, come glicemia e colesterolo, presenti in quasi otto esercizi su dieci. Sul fronte della prevenzione, oltre un cittadino su quattro ha partecipato a campagne di screening promosse o veicolate in farmacia, con adesioni più elevate nelle fasce d’età direttamente interessate dai programmi di sanità pubblica. Si consolida anche il ruolo nelle vaccinazioni e nella telemedicina: circa una farmacia su due somministra il vaccino antinfluenzale, mentre oltre sette su dieci effettuano elettrocardiogrammi o monitoraggi con holter cardiaco e pressorio.
Ampio spazio viene dedicato anche ai farmaci equivalenti, segmento che in Italia continua a mostrare margini di crescita rispetto ai principali mercati europei. La domanda appare complessivamente stabile, ma i farmacisti segnalano che il principale freno resta la diffidenza dei pazienti. La resistenza culturale verso il generico continua infatti a incidere sulle scelte d’acquisto, nonostante una quota significativa di cittadini si dichiari informata. Il dato più promettente arriva però dalle generazioni più giovani, che mostrano maggiore disponibilità a scegliere l’equivalente sia per fiducia nel consiglio del farmacista sia per convenienza economica.
Il Rapporto conferma inoltre il peso crescente dell’automedicazione. Circa otto cittadini su dieci ritengono di possedere un buon livello di informazione sui farmaci da banco, ma il farmacista resta il riferimento principale prima dell’acquisto: sette persone su dieci chiedono spesso un consiglio professionale. Un segnale che rafforza il valore consulenziale della farmacia anche nell’area commerciale e dei disturbi minori.
Non manca infine il capitolo dedicato alle carenze di medicinali. Se oltre la metà dei cittadini dichiara di non aver incontrato problemi, più di un terzo riferisce difficoltà nel reperimento di alcuni prodotti. Le criticità pesano soprattutto sui cronici, per i quali ritardi e indisponibilità possono compromettere la continuità terapeutica. Anche in questo caso la farmacia emerge come elemento di compensazione del sistema, grazie alla capacità organizzativa di orientare il paziente verso soluzioni alternative o di accelerare il reperimento dei trattamenti necessari.
«Non si tratta più solo di aggiungere nuovi compiti alle farmacie, ma di cambiare il modo in cui le consideriamo dentro il nostro sistema sanitario» ha dichiarato Anna Lisa Mandorino. Sulla stessa linea Marco Cossolo: «Occorre ora rendere questo modello pienamente operativo e omogeneo su tutto il territorio nazionale, rafforzando la collaborazione soprattutto con i medici di medicina generale, per garantire un accesso equo e una risposta sempre più efficace ai bisogni di salute di tutti i cittadini».