Un fatturato atteso di 18,1 miliardi di euro nel 2026, in crescita dell’1% sull’anno precedente, e consumi interni per 13,1 miliardi (+2,3%), con la farmacia tra i canali più dinamici grazie a un incremento previsto del 3,5%. Sono alcune delle stime presentate ieri da Cosmetica Italia in occasione del convegno inaugurale della Milano Beauty Week 2026, che confermano la capacità di crescita di un comparto che negli ultimi dieci anni ha viaggiato a ritmi oltre sei volte superiori a quelli del Pil nazionale.
Secondo le elaborazioni del Centro studi di Cosmetica Italia, a sostenere i consumi saranno soprattutto l’e-commerce, per il quale è previsto un aumento del 9%, seguito appunto dalla farmacia (+3,5%) e dalla profumeria (+2%). Una dinamica che, osserva l’associazione, conferma la tenuta del cosmetico anche nelle fasi economiche più complesse, con comportamenti di acquisto che presentano analogie con quelli dei prodotti per la salute.
Resta determinante anche il contributo dei mercati esteri. Per il 2026 le esportazioni dell’industria cosmetica italiana sono stimate a 8,6 miliardi di euro, in aumento dello 0,5%. La crescita rallenta e, soprattutto, cambia geografia per effetto delle tensioni internazionali: alla contrazione registrata verso alcuni mercati strategici, tra i quali Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, fa da contrappeso il maggiore dinamismo dell’Europa e dell’Asia, in particolare Cina, Hong Kong, Corea del Sud e India.
Il baricentro produttivo del settore rimane saldamente in Lombardia. La ricerca «La cosmetica in Lombardia», realizzata da Assolombarda e Cosmetica Italia, censisce nel 2025 nella regione 648 imprese, 53.500 addetti e 11,3 miliardi di euro di fatturato, quest’ultimo in crescita del 2,7% sull’anno precedente. In Lombardia si concentra così il 35,1% delle imprese cosmetiche italiane, ma soprattutto il 51,1% degli occupati e il 63% del giro d’affari nazionale.
Ancora maggiore è il peso del cosiddetto Quadrilatero di Assolombarda, costituito da Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia: 434 imprese, 39mila addetti e 8,7 miliardi di fatturato, oltre il 70% dell’intero comparto lombardo e il 48,2% di quello cosmetico nazionale. A caratterizzare il distretto è anche una spiccata vocazione internazionale: il 53% del fatturato delle aziende lombarde proviene dai mercati esteri e nel 2025 la regione ha generato 6 miliardi di euro di esportazioni cosmetiche, circa il 70% del totale italiano.
I dati sono stati presentati in Assolombarda nell’evento «Bellezza che crea valore. I numeri della cosmetica italiana e il ruolo strategico della Lombardia nell’economia del beauty», che ha aperto la Milano Beauty Week 2026, iniziativa di Cosmetica Italia in collaborazione con Cosmoprof ed Esxence.
«L’industria cosmetica italiana si conferma un settore strategico per la crescita del Paese» ha commentato il presidente di Cosmetica Italia, Benedetto Lavino. Il comparto, ha aggiunto, entra ora in una fase nella quale «la crescita continua, ma il contesto internazionale complesso sposta la competizione tra sistemi cosmetici mondiali, non solo tra aziende». Da qui la necessità, secondo Lavino, di rafforzare il sistema italiano facendo leva sulla filiera e sui suoi elementi distintivi, dall’innovazione scientifica e tecnologica alla creatività e all’artigianalità.