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Medicines for Europe, generici da sostenere contro inflazione e crisi

1 Luglio 2022

La pandemia, la guerra in Ucraina e l’inflazione galoppante stanno mettendo a dura prova l’approvvigionamento di medicinali e in particolare di generici, che in Europa rappresentano ormai il 70% dei consumi nei trattamenti oncologici e nelle cure per malattie autoimmuni, respiratorie e cardiovascolari. L’allarme arriva da Medicines for Europe, l’associazione europea dei produttori di generici, biosimilari e Value Added Medicines, che da Barcellona – dov’è in corso il suo congresso annuale – lancia ai governi europei un appello: i farmaci equivalenti rappresentano un pilastro fondamentale per i sistemi sanitari e dunque occorrono «politiche adeguate» che ne sostengano l’utilizzo.

In particolare, Medicines for Europe invita il legislatore europeo a intraprendere quattro azioni, in vista anche della revisione della Legislazione farmaceutica Ue ormai ai nastri di partenza dopo la consultazione pubblica chiusa nel dicembre scorso: incoraggiare l’uso dei generici; alleviare le ricadute inflattive sull’industria di settore rivedendo le linee guida per le gare ospedaliere; sostenere la creazione di catene produttive e di approvvigionamento durevoli; valutare in modo critico il sistema della tutela brevettuale sui farmaci, intraprendendo azioni orientate ad eliminare gli abusi.

L’Italia, osserva in una nota Egualia, appare ancora tra i Paesi dove è più scarso l’utilizzo degli equivalenti, con una quota percentuale che ha solo recentemente toccato il 30%. «Un numero» commenta il presidente di Egualia, Enrique Häusermann «che testimonia un progresso costante ma, allo stesso tempo, una cifra ben lontana da quanto in queste ore abbiamo letto su alcuni organi di stampa che assegnerebbero addirittura un 67% di utilizzo in Italia. Semmai questa cifra si riferisce a tutto il segmento dei farmaci fuori brevetto, non certo solo ai generici che, lo ricordo, sono il motore della concorrenza e dell’accesso».

La revisione della legislazione farmaceutica ora in corso da parte della Commissione europea (Pharma Strategy), prosegue Häusermann, «rappresenta un’occasione unica che cambierà il futuro del settore farmaceutico in Europa, sotto il profilo normativo, le procedure di acquisto, la politica industriale e quella della protezione brevettuale. A partire dall’assemblea pubblica di settembre, Egualia intraprenderà un percorso di confronto con le istituzioni italiane ed europee su questo importante momento di cambiamento per il settore farmaceutico».