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Spesa farmaci 2026, Aifa: convenzionata cresce più degli acquisti diretti

26 Settembre 2026

Per la prima volta da anni, la spesa farmaceutica convenzionata cresce a un ritmo superiore a quello degli acquisti diretti. È la principale indicazione che arriva dal primo report dell’Aifa sulla spesa farmaceutica Ssn del 2026, relativo ai mesi di gennaio e febbraio: la spesa netta per i farmaci erogati dalle farmacie territoriali aumenta del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre quella sostenuta dalle strutture sanitarie pubbliche si ferma a +0,6%. Da quando la spesa è monitorata nei due aggregati “convenzionata” e “acquisti diretti” (Manovra 2017) soltanto in un’altra occasione la spesa che passa dalle farmacie è cresciuta più di quella che transita da Asl e Ao, nel 2020, con la pandemia.

Nel complesso, nei primi due mesi dell’anno la spesa farmaceutica pubblica si è attestata a 4,53 miliardi di euro, con un incremento del 3% sul 2025. Il dato corrisponde al 19,31% del Fondo sanitario nazionale (Fsn) preso a riferimento per il monitoraggio e supera di 858,4 milioni le risorse programmate. Occorre però ricordare che i conteggi sono ancora provvisori: l’Aifa utilizza un Fsn 2026 di 140,75 miliardi di euro, sulla base dei budget provvisori comunicati dal ministero della Salute.

Per la convenzionata, la spesa netta risultante dalle dcr raggiunge 1.486 milioni di euro, 76,8 milioni in più rispetto a gennaio-febbraio 2025. L’aumento della spesa si accompagna, significativamente, a una contrazione delle ricette: 95,8 milioni nel bimestre, in calo del 2,6%, mentre le dosi giornaliere dispensate diminuiscono dello 0,9%, pari a 37,2 milioni di ddd in meno. L’incidenza complessiva dei ticket registra invece una lieve crescita dello 0,3%.

Ai fini del rispetto del tetto, la convenzionata vale 1.518,3 milioni di euro. Rispetto al plafond del 6,85% del Fsn, pari nel bimestre a 1.606,9 milioni, l’incidenza si ferma al 6,47% e lascia quindi un avanzo di 88,7 milioni.

Non tutte le Regioni, tuttavia, restano entro il limite. Tra quelle che presentano uno sfondamento figurano Calabria, al 7,75%; Basilicata, al 7,64%; Lombardia, al 7,36%; Molise, al 7,33%; Campania, al 7,19%; e Sardegna, al 7,04%.

Sul versante degli acquisti diretti, la frenata è marcata. La spesa per medicinali di classe A e H acquistati dalle strutture pubbliche ammonta a 3.118,6 milioni di euro e cresce soltanto dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro il +7,6% registrato un anno prima. Il rallentamento, tuttavia, non basta a ricondurre la diretta entro il proprio tetto.

Al netto delle componenti escluse dal calcolo, la spesa sottoposta al limite incide infatti per il 12,65% sul Fsn provvisorio (il tetto vale l’8,60%): il disavanzo rispetto alle risorse programmate raggiunge così 950,6 milioni di euro.