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Spesa farmaci: a settembre convenzionata con il calo peggiore degli ultimi 4 anni

29 Gennaio 2019

Il 2018 rischia di passare alla memoria come uno degli anni più “neri” per la spesa farmaceutica convenzionata, quella cioè che il Ssn fa passare dalle farmacie del territorio. E’ il quadro che cominciano a delineare i dati dell’Aifa man mano che le rilevazioni si avvicinano ai mesi finali del calendario: l’ultimo report dell’Agenzia, riguardante il periodo gennaio-settembre (quindi tre trimestri su quattro), dà la convenzionata a 5,8 miliardi di euro, per una perdita rispetto allo stesso periodo del 2017 di quasi il 5,1% (circa 300 milioni di euro in meno); come riporta la stessa Aifa è la peggiore contrazione del quadriennio, perché nel 2015 l’arretramento si era fermato a poco meno di un punto percentuale (sempre nel periodo di riferimento, gennaio-settembre), nel 2016 a poco più del 3,7% e nel 2017 era rimasta stabile (segno meno per appena un decimo di punto).

 

Il peggioramento delle stime per l’anno da poco concluso (ad agosto l’arretramento si fermava al 4,7%) si deve alle rilevazioni di settembre, che danno la convenzionata in perdita del 6,3% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Dopo quelli di febbraio e marzo è la terza peggiore performance nel corso del periodo, anche se tutti i mesi chiudono con il segno meno.

 

Ancora una volta, poi, i valori registrati a livello nazionale nascondono medie regionali parecchio distanti tra loro: la convenzionata rimane invariata in Val d’Aosta (-0,05%) e cala di poco più di un punto in Lombardia (-1,20%), sprofonda invece nelle Marche (-11,28%) e in Puglia (-8,93%).

 

Motivi di preoccupazione anche da ricette e ticket: le prescrizioni tornano a calare (-0,8%) e non perché aumenta la media delle confezioni per ricetta (che anzi rimane stabile pressoché dappertutto, vedi tabella sotto). La spesa degli assistiti per compartecipazioni continua invece a salire (+4,3% tra gennaio e settembre) per colpa esclusiva del ticket sui generici, ossia la differenza tra prezzo del farmaco equivalente e quota di rimborso: il gettito assicurato da tale balzello cresce nel periodo dell’8,9%, quello proveniente dal ticket fisso sulla ricetta cala del 3,5%.

 

Sempre in controtendenza la spesa farmaceutica per acquisti diretti, ossia ospedaliera più dd-dpc. Se a ottobre la convenzionata si ferma al 7,26% del proprio tetto (7,96%) per un avanzo di quasi 600 milioni di euro, gli acquisti diretti superano il proprio tetto di due punti esatti (8,89 anziché 6,89%) e raggiungono un “rosso” vicino a 1,7 miliardi. Sfondano tutte le regioni, anche se per lunghezze assai diverse: la Lombardia è quella che registra la perdita più contenuta (la sua spesa per acquisti diretti incide per il 7,31% anziché il 6,89%), la Sardegna la più alta (11,01%).