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Sole 24 Ore, farmacie si riconfermano i contribuenti più affidabili

8 Giugno 2024

Farmacie e studi medici sono per il Fisco italiano i contribuenti più affidabili e ligi; lavanderie, noleggi, ristoranti e impianti sportivi, al contrario, le attività dove più forte è il rischio di evasione. È quanto emerge dalla mappa elaborata da Il Sole 24 Ore del 6 giugno in un servizio che ha passato al setaccio  i dati delle dichiarazioni dei redditi delle partite Iva.

Il fisco, spiega l’articolo, utilizza un algoritmo che attraverso gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale valuta la “fedeltà” di 2,73 milioni di autonomi. Il voto arriva fino a 10 è 8, per il Fisco, è il valore che indica la «sufficienza» (cioè il livello di imponibile considerato congruo al contesto economico e alle caratteristiche della singola attività) e dà diritto a regole più facili su compensazioni e rimborsi e snellisce gli accertamenti.

Nell’84% delle categorie monitorate – scrive il quotidiano – più di metà dei contribuenti ha presentato dichiarazioni inaffidabili. L’anno scorso a presentare dichiarazioni traballanti sono stati 1,53 milioni di autonomi, con un aumento del 14% che ha corso ancora più veloce dell’incremento complessivo (13%) degli interessati dalle pagelle fiscali. Il mondo degli autonomi è diviso dai parametri Isa in 175 categorie: di queste, 147 (appunto l’84%) sono composte in prevalenza da pagelle fiscali inferiori a 8, che mediamente riportano un reddito da 22.165 euro.

A guidare la classifica sono i 7.645 titolari di lavanderia cha, con una percentuale di inaffidabilità indicata al 78,5% dalla tabella del quotidiano economico. Sopra la soglia del 70% sono in totale quindici categorie: dopo le lavanderie seguono il noleggio auto; la gestione di impianti sportivi; i ristoranti; le pelliccerie; l’assistenza ad anziani e disabili; i sondaggisti; la pesca e l’acquacultura; la lavorazione di tè e caffè; associazioni e organizzazioni; panetterie; officine; i gestori di spazi culturali, sportivi e ricreativi; le discoteche; le attività finanziarie e assicurative.

In testa alla hit delle categorie affidabili sono invece le farmacie, il cui indice di inaffidabilità si ferma al 25%, gli studi medici, gli attori, i notai, i paramedici e i fabbricanti di articoli in carta.

È da anni che le farmacie risultano regolarmente tra i contribuenti più affidabili e “fedeli” al fisco. Nel 2016 per esempio, le statistiche del Mef dicevano che è congruo agli studi di settore l’85,54% degli esercizi dalla croce verde. In altri termini, poco meno di 9 farmacie su 10 avevano dichiarato ricavi uguali o superiori a quelli stimati dallo studio di riferimento, considerate le risultanze derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica. Detto ancora più chiaramente, meno di una farmacia su dieci dichiarava redditi inferiori a quelli che il Fisco si aspettava.